Sbiancano le notti cieche,
come la neve è il vitigno rosso,
il viso volto a sinistra
già si sforma tra scuri irridenti.
Si deforma il buio che sa chiamare il vento
commediando l’acre frazione di un sorriso.
*
A perdere pure ogni lineamento
con l’ indugio in volo sugli occhi,
ogni fermento d’uva fracassa in pianto
e si fa gracile e mite quella radice
che s’imbeve di sonno
per non deflagrare in morte.
*
Polimorfa panna di vino santo
albeggia sempre nell’intorno
scrivendo nuovi versi sottili. ( 14-04-2011)
venerdì 28 ottobre 2011
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