Al collo il rullìo delle perle
e il sole che si piega all'indietro
mentre mi appresto a scendere
come il paesaggio fuori.
L'aria ha un profumo di fiume,
di futuro parlato,
come quando Como si era tinta di viola
in quella famosa passeggiata,
e il cielo mi guardava attonito
dai rami artigliati.
E' che adesso
concedo al sonno
qualche tormento
tinto di acuti
tra le colline e il mare,
e non ho mosche da scacciare.
(Feb. 2011)
venerdì 28 ottobre 2011
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